Categoria: Collaborazioni

23 Mar

Cappuccetto Rosso, la favola a modo mio

Per pubblicare su Instagram il servizio di Cappuccetto Rosso, ho optato per una cosa particolare che non avevo mai fatto prima, ovvero ho postato in maniera episodica una storia con due foto per volta. Ne sono venuti fuori 6 capitoli e una favola diversa dalla originale, una Cappuccetto Rosso a modo mio. Eccola qui per voi!

Andrea Manni Photographer Bologna

C’era una volta, neanche tanto tempo fa, una bellissima ragazza rossa di capelli che tutti chiamavano Cappuccetto Rosso, non solo per i capelli, ma anche per il mantello che portava.
Un bel giorno di mezza estate Cappuccetto Rosso decise di andare a fare un pic-nic nel bosco, ma giunta al limitare della foresta, rimase indecisa se inoltrarsi o meno nella fitta boscaglia, perchè tutto aveva un aspetto buio e insidioso fra quelle alte conifere.

Andrea Manni Photographer Bologna
Andrea Manni Photographer Bologna

Ma Cappuccetto Rosso era una ragazza coraggiosa e non aveva paura di niente. Quindi, dopo quella prima esitazione, prese il sentiero e si inoltrò nei boschi. Camminò a lungo, estasiata dal verde riverbero del sottobosco e dai profumi inconfondibili dell’estate di montagna, quasi come se ci fosse un luogo là nel verde più scuro e denso di odori che la stesse richiamando. Proprio quando cominciava a sentirsi stanca, trovò un muretto di pietre dall’aspetto antico e vi si sedette per riposarsi. Il posto era bellissimo e Cappuccetto Rosso si abbassò il cappuccio per poter meglio ammirare quel luogo incontaminato, tuttavia sentiva che non era quello il posto che sembrava richiamarla a sè. Avrebbe riposato lì per un po’ e poi sarebbe ripartita.

Andrea Manni Photographer Bologna
Andrea Manni Photographer Bologna

Dopo aver ripreso le forze Cappuccetto Rosso decise che era giunto il momento di abbandonare il sentiero e di inoltrarsi nel fitto della foresta, verso il luogo che sembrava richiamarla. Camminò di nuovo a lungo, quasi guidata dalla mano invisibile di una misteriosa volontà. Tutto era attutito là, come in un sogno, con la luce verde che filtrava fioca dalle cime degli alberi e gli odori inebrianti della terra umida e del muschio che le solleticavano le narici. Ad un tratto si bloccò. Era arrivata, non sapeva neanche lei dove, ma sentiva di doversi fermare lì. Attorniata da un rigoglioso sottobosco di felci e piccoli fiori viola, si sedette ai piedi di un’altissimo abete e rimase ad ammirare estasiata la bellezza di quel luogo. Dopo un tempo che parve infinito, la fame la riscosse da quella specie di ipnosi: aveva camminato tanto e ora si sentiva affamata. Allungò una mano per prendere il cibo dal suo cestino, ma mentre faceva questo gesto sentì un rumore provenire dal fitto della boscaglia vicino a lei

Andrea Manni Photographer Bologna
Andrea Manni Photographer Bologna

Ed ecco che da una zona buia del bosco Cappuccetto Rosso vide apparire dapprima due bagliori gialli, due occhi che la fissavano immobili da una densa oscurità. Rimasero lì per un po’, simili a due piccole fiaccole nella notte, quindi con estrema lentezza i due occhi iniziarono ad avvicinarsi, guardinghi, mentre dall’oscurità emergeva un enorme e bellissimo lupo. Cappuccetto, con sua grande sorpresa, non si sentiva affatto spaventata, anzi, le sembrava di conoscere quel lupo da sempre e rimase a contemplarne la bellezza mentre l’animale la squadrava con aria indagatoria da lontano. Quello non era un normale lupo, pensò, doveva essere il Re di tutti i lupi di quella foresta incantata. Con movimenti lenti e voce gentile, Cappuccetto invitò il Re Lupo ad avvicinarsi. Il magnifico lupo sembrò accettare l’invito, seppur con qualche riluttanza, e si sedette a poca distanza dalla ragazza. Si fissarono per un po’ ma senza paura, entrambi colpiti dalla bellezza l’una dell’altro, mentre la foresta sembrava mormorare la propria approvazione a quell’incontro agitando leggermente con una dolce brezza profumata le felci del sottobosco. Dopo non molto, fu il Re Lupo a prendere l’iniziativa andando a sedersi, docile, di fianco alla sua bellissima nuova amica.

Andrea Manni Photographer Bologna
Andrea Manni Photographer Bologna

Cappuccetto, per cementare questa nuova e curiosa amicizia, condivise con il Re Lupo il contenuto del suo cestino. Mangiarono entrambi a sazietà e di gusto, e rimasero per lungo tempo a godere della brezza che si era levata nel bosco incantato. Poi il grande lupo si alzò e dai suoi movimenti e dagli sguardi che lanciava alla ragazza, sembrava che volesse che Cappuccetto Rosso lo seguisse. Incuriosita lei si alzò e di scatto il lupo corse in avanti, voltandosi poi indietro per vedere se Cappuccetto lo stesse seguendo… voleva decisamente mostrarle qualcosa. Soddisfatto dal fatto che la ragazza stesse andando con lui, il Re Lupo rallentò la sua andatura e camminarono nella foresta per diverso tempo. Nonostante la stanchezza, Cappuccetto Rosso si sentiva felice, era come se quel meraviglioso bosco fosse da sempre casa sua, l’unico luogo a cui fosse veramente mai appartenuta. Arrivarono ad una splendida radura con erba soffice e il lupo, accortosi della stanchezza della fanciulla, si fermò e sembrò invitarla a sedersi per riposare. Lei accettò volentieri quell’invito silenzioso, si tolse le scarpe e si sedette nella verde erba profumata, mentre il Re Lupo si stendeva di fianco a lei. Il cielo estivo era di un azzurro così intenso da sembrare uscito dalla fantasia di un bambino. Quando ripresero la camminata arrivarono in breve ad un percorso scosceso. Cappuccetto non era sicura di riuscire a salire da sola, così ebbe un’idea: estrasse dal cestino una corda di cuoio che portava sempre con sé e chiese timidamente al Re Lupo: “Mi concedi di mettertela al collo? Non è per imprigionarti né per renderti mio schiavo, è solo perché tu possa aiutarmi a salire…”. Il maestoso lupo la guardò benevolo e le porse la grande testa pelosa perché lei potesse cingerla con la corda. Grazie a questo strattagemma il lupo aiutò la ragazza a salire per il sentiero e ben presto arrivarono ad un antico muretto dall’aria familiare. Cappuccetto lo riconobbe, era lo stesso muretto su cui si era riposata durante il viaggio di andata. Il Re Lupo puntò ad una parte del muretto seminascosta dalle piante: lì vi era qualcosa che lei non aveva notato prima, una antichissima stele scolpita.

Andrea Manni Photographer Bologna
Andrea Manni Photographer Bologna

Cappuccetto Rosso scostò le piante che nascondevano in parte la stele e si chinò per poterla osservare meglio. Il lupo colse l’occasione per darle un affettuoso leccotto sulla faccia e lei, divertita, ricambiò accarezzandolo e grattandolo dietro alle folte orecchie. Mentre coccolava il Re Lupo con una mano, con l’altra cercava di pulire le antiche incisioni. Il tempo aveva levigato la pietra ma per fortuna o per qualche sorta di magia, i solchi erano rimasti ben visibili. Osservò meglio le immagini di pietra e rimase allibita. La stele ritraeva una ragazza incappucciata con le braccia alzate verso quella che sembrava una volta stellata, con al suo fianco la figura di un immenso lupo. Intorno a loro, disposti a semicerchio, una serie di altri lupi e, più esterni, gli altri animali della foresta. L’immagine dava un profondo senso di serenità ed armonia. Uno squarcio di luce illuminò le profondità della mente della ragazza: quella era lei, non poteva che essere così. Ecco perché si sentiva attratta da quella foresta, ecco perché sapeva esattamente dove andare, ed ecco perché il magnifico Re Lupo si era presentato al suo cospetto, come se la stesse aspettando dalla notte dei tempi. Si accorse che quest’ultimo ora la stava fissando, ponendole con i grandi occhi gialli una precisa domanda. La risposta non si fece attendere: “Sì… sì, rimarrò qui, il mio posto è in questa foresta incantata, ora lo so.”. Si alzò, finalmente consapevole del suo ruolo in quel mondo. Il Re Lupo si volse verso la fitta boscaglia e lanciò un ululato di richiamo; dal verde profondo comparvero ad uno ad uno diversi lupi, il branco del Re, che andarono ad attorniarli. Infine si avviarono per il sentiero che portava nei meandri della foresta incantata, inghiottiti a poco a poco dall’abbraccio dei possenti alberi. Da quel giorno non ci fu più una Cappuccetto Rosso, ma nacque una Regina Rossa della Foresta.
FINE

Andrea Manni Photographer Bologna
18 Feb

Una tre giorni fotografica

Che giorni splendidi che ho appena passato… in tre giorni mi sono veramente sentito rinascere e mi sono divertito come non mi accadeva da tempo. Nello scorso weekend ho potuto fotografare insieme a Laura Zambelli, una fotografa professionista di grande talento che ho avuto la fortuna di conoscere attraverso i social e che mi ha invitato a ritrarre insieme a lei cinque persone diverse in un loft in centro a Bologna. In questa full immersion fotografica ho avuto modo di vedere il suo processo creativo, vederla all’opera, così come vedere all’opera la sua assistente Victoria nell’acconciatura dei capelli e vedere ancora all’opera la mia truccatrice di fiducia Eleonora. Ho potuto respirare un’aria nuova e fresca come accade unicamente quando ti trovi in un gruppo non solo affiatato, ma anche composto di persone che eccellono ognuna nel proprio specifico campo. Un vero onore per me ed un vero e proprio nutriente per la mia mente ed il mio io.

Una mia cara amica dice sempre che il suo sogno sarebbe aprire un bar per artisti a Parigi ed essere sempre circondata da menti eccelse. Ecco, io concordo perfettamente e trovo che, nel suo piccolo, questa tre giorni fotografica abbia avuto per me lo stesso significato equivalente. Sarebbe magnifico poterne godere sempre e invece purtroppo sono molte di più le volte in cui si deve avere a che fare con tutto l’opposto.

Mi piacerebbe poter descrivere ancora meglio tutto l’insieme di sensazioni positive che questa esperienza mi ha dato, ma mi rendo conto che probabilmente non ci riuscirei comunque. Quello che importa veramente è ciò che tutto questo mi ha lasciato, una esperienza di cui fare tesoro che ha rafforzato ulteriormente la mia passione per la fotografia e per il ritratto in particolare. Una esperienza che con tutta probabilità influenzerà il mio stile fotografico futuro.

Per cui grazie dal profondo del cuore principalmente a Laura per avermi fatto ciò che a tutti gli effetti è un regalo, ma grazie anche a Victoria, Eleonora e a tutte le modelle e il modello che abbiamo fotografato!

Restate sintonizzati per i risultati!

23 Nov

Cappuccetto Rosso

Per mia grande fortuna, l’antibiotico che mi ha dato la sposa dottoressa (vedi post precedente) ha avuto subito effetto, altrimenti il giorno successivo non avrei potuto portare a termine il mio shooting più ambizioso.
Un’idea nata quasi due anni fa, quando cercavo candidate per il progetto “Sfumature di rosso”, in maniera del tutto casuale, come sempre accade per le cose migliori. Una delle ragazze che si erano proposte, postò una storia su Instagram in cui indossava un vestito molto particolare che mi colpì tantissimo l’immaginazione… sembrava una Cappuccetto Rosso in versione dark – moderna ma senza il mantello.
Così le proposi di fare le foto sfruttando esattamente il vestito che aveva indossato in quella storia, aggiungendo il classico mantello con cappuccio rosso e, se ci fossimo riusciti, anche un bel lupo cecoslovacco! Lei accettò entusiasta e da allora cominciò la lenta organizzazione.
Non era certo una cosa semplice, bisognava trovare una bella serie di cose e di persone: una location adatta, un costume da Cappuccetto Rosso, un cestino di vimini, una truccatrice ma soprattutto la cosa più difficile: uno o più lupi cecoslovacchi docili, mansueti e addestrati, con relativo padrone… quasi una missione impossibile.
Facendola breve, nel corso di tutti questi mesi, per prima è stata trovata la location, un posto che potesse essere a metà strada per tutte le persone coinvolte e che si addicesse alla mia idea: l’abetaia di Castiglione dei Pepoli. Poi la truccatrice, disponibile a collaborare pur venendo fin da Pisa. Quindi il vestito, quando ho finalmente trovato un noleggio di abiti teatrali a Bologna. Poi è stata la volta dei cani e la faccenda è stata veramente lunga perché non riuscivamo proprio a trovarli visto anche che si tratta di cani particolari… ci siamo infine rivolti all’allevamento “Lupi di Montemorello” che ha accettato la collaborazione e ci ha aiutati a contattare dei loro clienti con due magnifici esemplari adulti perchè loro nel periodo delle foto sarebbero stati impegnati in una esposizione canina europea.
A quel punto una volta passato l’orrendo maggembre era il momento di stabilire una data, ma nel frattempo mi si erano impegnati quasi tutti i weekend e mi rimaneva solo il 16 giugno, dopo il matrimonio del 15 e doveva andare bene per tutti! Sapete quando il fato vi dice “il momento è questo e va fatto ora”? Ecco, questo servizio era nel destino. Tutti hanno accettato data, luogo e orario, una occasione irripetibile. E’ anche per questo che l’avrei fatto ugualmente anche trascinandomi sulle ginocchia.
Ma ragazzi, l’emozione di vederli tutti là (ben undici persone in tutto me escluso) per un mio progetto, mi ha dato un’emozione profondissima che non potrò mai scordare. Grazie a tutti i partecipanti, siete stati stupendi! Queste sono le vere soddisfazioni della vita e io ne farò tesoro.

Niente tasto destro!