I social che ti fanno diventare asocial

RedFox76 / Pensieri / / 0 Comments / Like this

Sono millenni che non scrivo più sul blog… in realtà avevo pure mollato un po’ il sito, lo ammetto. Anche il 2021 non è stato un anno facile, tutt’altro… quindi spesso e volentieri ho sentito il bisogno di fare altro, cose banali ma che mi rilassassero. Pensate che ho persino spento e lasciato spento il cellulare diversi giorni (fino a una settimana consecutiva) perchè volevo staccarmi da tutte le cose futili che divoravano il mio tempo libero, facendomi distogliere dalla cosa più importante, la vita e le persone REALI con cui sei a contatto. Sappiate che è stato bellissimo, un’esperienza liberatoria che vi consiglio di fare almeno una volta ogni tanto se le circostanze ve lo consentono.

Tutto questo ha avuto come ovvia conseguenza un mio certo allontanamento dalle piattaforme social, che ho pagato con un ulteriore calo di visibilità che permane tuttora e che non riesco a recuperare. Questa cosa mi ha fatto molto riflettere su come soprattutto negli ultimi anni i social siano diventati ingordi del nostro tempo. Sempre più avidi delle nostre informazioni e del nostro denaro, cercano in ogni modo di generare una dipendenza da visibilità nelle persone, in modo che delle due l’una: o passino ogni singolo momento delle loro giornate attaccate allo schermo per bombardarli con le loro pubblicità e monetizzare, oppure “costringerle” a spendere i loro soldi per sponsorizzare i loro contenuti per renderli più visibili e quindi ancora una volta monetizzare. Puniscono letteralmente chiunque non spenda tempo a sufficienza sulla piattaforma, facendolo lentamente sparire e diventare invisibile.

Questi signori vorrebbero che noi sacrificassimo i cazzacci nostri, la vita vera, in favore dello schermo del cellulare e delle relazioni sociali fittizie che intrecciamo attraverso i loro social. Guardate la nuova idea di Zuckerberg, il metaverso: secondo lui noi dovremmo stare in casa con il visore della realtà virtuale in testa e invitare gli amici a dei party virtuali in una micragnosa casa virtuale. Secondo lui noi dovremmo spendere dei soldi veri per comprare un giubbotto di pixel con cui vestire il nostro avatar. Perchè uscire con gli amici veri se puoi stare sul divano con un affare in testa a farti friggere il cervello? Ma veramente pensa (pensano) che ci ridurremo come nei film distopici di fantascienza in cui le uniche attività avvengono in un ambiente virtuale? Che spenderemo soldi su soldi per i nostri avatar e le nostre case di pixel? Questo non è più un social, ma un asocial! Cosa ha di sociale una cosa che fa di tutto per non farti avere relazioni con persone reali nel mondo reale?


La cosa consolante è che il caro Mark ha preso una batosta colossale subito dopo aver tirato fuori questa idea geniale, al mercato la cosa non è piaciuta, e ha perso miliardi di dollari. Forse le persone non sono così imbecilli come a volte mi viene da pensare. Intanto sono strafelice perchè certa gente capisce solo la legge del portafogli e forse Zuckkino a sto giro capirà che non è cosa. Ma non è detta l’ultima parola e quel che è certo è che, se dovessimo davvero andare in quella direzione, io sarò come sempre fuori moda e controcorrente, preferirò il mondo vero e la cosa positiva sarà che mentre la maggioranza dell’umanità sarà sul divano con il visore in testa io potrò godermi il mondo semideserto dal vivo senza gente che rompe i coglioni.

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