Ti prego basta

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Ti prego basta.
Basta pioggia, basta tempo instabile.
Ti scongiuro di far arrivare la bella stagione perchè non ne posso veramente più.
E immagino che lo stesso dicano anche tutti gli altri.
Nel post precedente ero tutto entusiasta e carico come una molla per la primavera in arrivo e per i tanti progetti fotografici che avevo in cantiere. Poi ovviamente come sempre succede (a me spessissimo ma credo anche a molti di voi) è dovuto andare tutto all’aria… ho pensato bene di stare male e di passare un mese fra ospedale e convalescenza, fumandomi tutto Aprile. Ora che mi sono ripreso e avrei non solo la voglia ma anche la necessità psicologica di riprendere a fotografare, il meteo ha deciso di rompere i coglioni e di riportarci tutti indietro a Novembre… per inciso però, io a Novembre ho fatto le foto ad Elisa la rossa con quel vestitino da Rinascimento leggerissimo ed era più caldo di questo Maggio!!!
Siamo al 23 Maggio e ancora giriamo con giubbotti autunnali e felpe pesanti, abbiamo ancora i riscaldamenti accesi!!! Ora ditemi voi come può un fotografo che svolge il suo lavoro prevalentemente all’aperto come me ad organizzare uno shooting con un tempo del genere. Anche e soprattutto se le foto coinvolgono persone che vengono da fuori Bologna, che magari devono anche farsi un viaggio discretamente lungo per raggiungere la location. Non può. Ecco come. E allora si rimanda, si aspetta che la stagione migliori… e invece non migliora mai. Già le voci dicono che avremo un Giugno all’insegna del temporale pomeridiano e dell’instabilità: porca pupazza, la luce pomeridiana è la migliore!
Va a finire che di tutte le cose che speravo di fare ne riuscirò a fare solo una minima parte e deluderò innanzitutto me stesso e le mie aspettative e anche tutte quelle persone con cui ho preso accordi nei mesi scorsi e che pazientemente aspettano di poter lavorare insieme a me.
Ad ogni modo non mi farò più fregare… sto correndo ai ripari procurandomi attrezzatura da interni e piano piano se proprio non si potrà stare all’aperto, potrò almeno ripiegare con un mio mini studio in caso di emergenza.


A mali estremi, estremi rimedi diceva quello… e poi, anche nel mondo della fotografia, è assolutamente necessario adeguarsi al mondo che cambia, clima compreso.

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